IL PENSIERO

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Zappa, secchiello, forbicioni e la “leonessa” (una vecchia land rover del 1982) sono gli strumenti con cui lavoro in vigna e in cantina.

Scelgo le vigne dando valore alla loro storia, cercando di recuperare quei vigneti che poco a poco sono stati dimenticati. Do loro la possibilità di esprimersi nuovamente recuperando quanto più possibile le viti e rispettando il terreno incontaminato in cui sono radicate.

Le viti vengono trattate con prodotti a carenza zero solo se necessario e mai in fase preventiva. Non viene effettuata concimazione per non stressare la vite con esuberi di produzione e renderla più longeva.

L’uva viene raccolta a mano in cassette, che permettono di limitare al massimo l’ossidazione del mosto prima dell’arrivo in cantina. L’uva fermenta spontaneamente e segue poi l’affinamento scelto per quel vitigno.

L’unica sofisticazione permessa è l’aggiunta di pochi grammi di solfiti per ettolitro di vino, che consentono un’ottimale conservazione del prodotto.

Il vino affina in acciaio o botti di rovere per un lasso di tempo che va da 6 mesi a 4 anni, fino a che non si ritiene che abbia raggiunto la maturità necessaria per l’imbottigliamento. Viene imbottigliato ed etichettato a mano. Le riserve riposano in vetro per altri 18 mesi circa.

La mia cantina è aperta (su prenotazione) a chi voglia scoprire il mio mondo e degustare i miei prodotti.

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